Avola
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La citta' di Avola sorge a venti chilometri a sud di Siracusa, su una vasta pianura verdeggiante che si protende dalle ultime propaggini degli Iblei sud orientali al mare Ionio. Il territorio di Avola e' stato vissuto nei vari momenti storici. Sul litorale si trovano i resti di una villa ellenico-romana (I secolo a.c. - I secolo d.c.). Accanto alla S.S. 115, in prossimita' dell'ingresso della citta', vi sono reperti archeologici, fra i quali necropoli paleocristiane e bizantine, ed il cosiddetto "dolmen ", la cui suggestiva "architrave", nella parte superiore, presenta 10 piccoli loculi rettangolari. Con la forma di un serpente alato, Abola , citta' medioevale, era situata sul Monte Aquilone, nella parte terminale degli Iblei, inserito in un paesaggio dove la pietra bianca dei monti e' punteggiata dai verdi intensi dell'erica e dai toni piu' tenui della diffusa liama (ampelodesmo) e della satarella (timo), a pochi chilometri dall'attuale abitato.

Intorno si trovano testimonianze preistoriche con tombe sicule a forno, la necropoli sicula di cava grande situata lungo l'ultimo tratto del fiume cassibile (1000-800 a.C.) e i ddieri, agglomerati trogloditici riferibili al periodo bizantino. Nell'antico centro, dal 1361 baronia e dal 1542 marchesato degli Aragona Pignatelli Cortes, erano situati il castello-fortezza, documentato dal XIII secolo, ed oltre 20 edifici sacri, dei quali alcuni in stile gotico.

tombe sicule

Dal Belvedere della citta' antica e' possibile ammirare uno scorcio di natura di incomparabile bellezza: Cava Grande un canyon di 20 chilometri e profondo fra 200 e 250 metri che costituisce una delle piu' spettacolari attrattive della provincia. La citta', distrutta l'11 gennaio 1693 da un apocalittico terremoto, fu in seguito ricostruita in pianura, in prossimita' della costa del mar ionio, su un progetto del frate gesuita Angelo Italia, architetto e ingegnere inviato da Palermo. La pianta esagonale di Avola, citta' feudale del Val di Noto, e' circondata da fortificazioni, e presentava al centro una grande piazza quadrata, Piazza Umberto I, con altre quattro piazze all'estremita' dei due assi viari principali . Caratteristici, all'interno dei moduli dove si sviluppa l'edilizia privata, sono i cortili. Il tempio piu' importante della citta' ricostruita e' la Chiesa Madre di San Nicolo', iniziata proprio nel 1693, caratterizzata dalla facciata a torre che si apre alla piazza con un'ampio sagrato delimitato da statue di fattura barocca. All'interno notevoli sono la cappella del SS. Sacramento, gli stucchi dell'altare, che concludono il transetto, e la cripta. Della fine del 1500 e' la statua dell'Assunta, della seconda meta' del 1600 il Crocifisso ligneo posto nell'abside ed attribuibile alla scuola di frate Umile da Petralia, del XVIII secolo sono le tele con lo Sposalizio della Vergine, attribuita a Olivio Sozzi, e la Madonna del Rosario , attribuita a Sebastiano Croce. Le altre chiese della citta' appartengono al 1700. Nella Chiesa di Santa Venera troviamo un interessante ovale dedicato alla Santa Padrona e una statua, pure della Santa, in legno, argento e oro, opera di E. Puglisi Caudullo. e di Raffaele Abbate. Nella Chiesa di San Giovanni troviamo la teca in argento e bronzo del 1600 con la reliquia di San Corrado. Nella Chiesa di Sant'Antonio Abate vi e' un'apprezzabile decorazione interna e la statua del Cristo alla Colonna del XVII secolo, intorno alla quale si strinsero i sopravvissuti al terremoto del 1693. Nella Chiesa di Santa Maria di Gesu' interessanti sono l'altare, con le colonne tortili, e la pala dell'Immacolata con i Santi Francesco e Rosalia. Ma la piu' barocca fra le chiesa della citta' e la Badia, che presenta una facciata con linee concave e convesse e custodisce all'interno pregiati decori e tele del Carasi. Fuori da centro storico troviamo la Chiesa del Convento dei Cappuccini, dove troviamo una pregevole tela della Esaltazione della Santa Croce del pittore fiammingo Francesco da Castello ed una Custodia lignea della seconda meta' del XVII secolo.

Intorno al 1800, a causa dell'espansione urbanistica, le fortificazioni che circondavano la citta' di pianta esagonale vengono assorbite e verso la fine del 1800, ad opera dell'ingegnere Salvatore Rizza, vengono realizzate importanti opere edilizie di stile neoclassico quali il Mercato Comunale, la Torretta dell'Orologio, il Municipio, il Teatro Comunale. Nell'architettura civile dei primi decenni del 1900, si impone ad Avola lo stile floreale. I motivi liberty sono trattati da abili scalpellini che li incidono negli stipiti e nelle chiavi d'arco delle facciate.

Di antica tradizione e di notevole folklore e' la processione della Spina Santa, celebrata il Venerdi' Santo, e a paci, celebrata la Domenica di Pasqua nella piazza principale. Particolari emozioni suscitano i nuri di San Sebastiano, celebrati la seconda domenica di Maggio. Nell'ambito dell'Estate Avolese , l'ultima settimana di Luglio, hanno luogo i festeggiamenti di Santa Venera con la caratteristica corsa dei cavalli . Festoso e rinomato e' il Carnevale Avolese, con sfilate di carri allegorici e infiorati e di gruppi mascherati. I ballerini e i ruffiani i massari e i micheli sono le maschere tradizionali.

Tra i prodotti tipici di Avola, famosi sono le mandorle e il "miele di satira". La pizzuta d'Avola o Avola scelta e' una mandorla insuperabile per forma e gusto. e' usata per la confetteria e per preparare deliziosi biscotti, latte di mandorla, torroni, ma anche il biancomangiare ed il marzapane, con il quale si realizza la frutta martorana. Il miele di sataredda (timo) e', invece, il prodotto che ha dato fama, nel modo classico, ai Monti Iblei e ad Avola, e nel cui stemma sono presenti tre api. Con il vitigno Nero d'Avola si producono i migliori vini di Sicilia.